SANTE NOTARNICOLA / Versi elementari

Presentazione di lancio della nuova edizione nel corso dell’evento
“Il 25 aprile al Pratello con Sante”
Bologna, via del Pratello
dalle ore 15:00

Autore SANTE NOTARNICOLA
Curatore Nino Cannatà
Editore LYRIKS
ISBN 979-12-80504-01-2
Anno 2021
Pagine 80
Formato 15×15 cm
Prezzo libro € 8.00
spedizione gratuita


In seguito alla prima edizione in 100 copie numerate dedicata a Lorenzo Calogero per i suoi 110 anni dalla nascita, ecco il secondo numero della collana POIESIS/Essenza del Poeta dedicato a Sante Notarnicola.

Un pregiato libretto accoglie le poesie inedite Il volo di Chiara e Natura (contenute in un quaderno manoscritto degli anni ’80 insieme al titolo Versi elementari riportato sul frontespizio), poesie e frammenti in prosa, dalla nutrita produzione di Sante Notarnicola, a cui si aggiungono una storica lettera di Primo Levi e due contributi speciali, realizzati per l’occasione da Valerio Evangelisti e Ascanio Celestini.
La raccolta accoglie, inoltre, alcune preziose immagini delle opere di Marco Perroni in arte Rufoism e una nota biografica aggiornata.

La libertà, capite?
Un verso che non è una semplice domanda o un’esortazione quella che  Sante Notarnicola ci rivolge nell’epigrafe e che dà il titolo all’edizione bilingue Liberty, Understand? tradotta da Jack Hirschman nel 2002 negli USA.

Nella raccolta si snodano i temi principali degli scritti di Notarnicola, che prendono le mosse dalla sua esperienza di vita ma sono anche, come scrive Erri De Luca nella prefazione a L’evasione impossibile (Odradek, 2005), specchio del tempo e “documento di storia”, in grado di illuminare “dall’interno” gli anni tormentati e difficili che dal secondo dopoguerra, quando è ancora un bambino, portano l’autore ad anticipare il ’68 nel cuore delle lotte operaie fino all’esito tragico della lotta armata e del carcere.
Trascorre per oltre un ventennio gran parte della detenzione nelle sezioni di massima sicurezza. Anni durissimi ma fecondi, dedicati allo studio, alla lettura e alla lotta per i diritti dei detenuti. E proprio in carcere matura anche la sua vocazione di poeta e scrittore: “…è da questa esperienza che bisogna partire per capire il senso della sua poesia, una poesia nutrita di storia, di umanità, di sentimenti, più che di parole.” Storia volutamente rimossa e quasi sempre narrata da un unico punto di vista che copre, grosso modo, la seconda metà del 20° secolo. Questo “rimosso” è descritto, evocato e narrato sia in forma poetica che in prosa da Notarnicola “con parole che ci servono per davvero. Quelle che andiamo a cercare con urgenza. Non intercambiabili con altre parole”, come sottolinea Ascanio Celestini nel suo contributo. Parole in cui la sofferenza apre squarci poetici di grande lirismo. Valerio Evangelisti ricorda, invece: “Forza, delicatezza, umanità, coerenza personale e politica. Le poesie di Sante Notarnicola sono uniche perché riflettono fedelmente la personalità dell’autore, fatta di sensibilità e coraggio”. 
Poesia come sostanza di elementi naturali che non si possono scomporre e sono indivisibili, semplici, veri, essenziali. Poesia come necessaria azione di resistenza. Una testimonianza profonda di verità come solo i poeti sanno fare.
Primo Levi nella sua lettera all’autore scrive: “…le tue poesie (alcune, come sai, le conoscevo già) sono belle, quasi tutte; alcune bellissime, altre strazianti. Mi sembra che, nel loro insieme, costituiscano una specie di teorema, e ne siano anzi la dimostrazione: cioè, che è poeta solo chi ha sofferto o soffre, e che perciò la poesia costa cara. L’altra, quella non sofferta, di cui ho piene le tasche, è gratis.”

Questi Versi elementari delle edizioni LYRIKS rappresentano l’essenza del poeta e della storia di un uomo che con la sua vita ha incarnato le speranze di giustizia sociale e fraternità che hanno animato intere generazioni.

La libertà, capite?

Sante Notarnicola


Di seguito una poesia inedita da un quaderno manoscritto degli anni ‘80

NATURA 

La collina la scalammo quando l’ora più ingarbugliata passò oltre e ci segnalò
il centro preciso della notte. 

Incespicammo più volte
sul campo buio e sdrucciolevole e ogni volta ci fermammo
per recuperare
forze ed equilibrio. 

L’albero del carrubo
era ancora lontano
e la pianura conteneva
quel campo di grano
che muoveva con leggerezza le spighe mature. 

Più tardi
l’ombra scomparve 

e insieme osammo attraversare
la linea del sole. 

Bologna, 30 gennaio 2017 

www.santenotarnicola.it