SANTE NOTARNICOLA Versi elementari

I “Versi elementari” di Sante Notarnicola in una nuova edizione LYRIKS.
La presentazione a Bologna nel corso della manifestazione “Il 25 aprile al Pratello con Sante”

Autore SANTE NOTARNICOLA
Curatore Nino Cannatà
Editore LYRIKS
ISBN 979-12-80504-01-2
Anno 2021
Pagine 80
Formato 15×15 cm
Prezzo libro € 8.00
spedizione gratuita

SANTE NOTARNICOLA – Versi Elementari



In seguito alla prima edizione di “Versi Elementari” del poeta Sante Notarnicola per le edizioni LYRIKS, uscita in 100 copie numerate il 15 dicembre 2020 in occasione del suo 82° compleanno, esce il 25 aprile, nella collana POIESIS/Essenza del Poeta, la seconda edizione, dopo la recente scomparsa dell’autore.
La presentazione a Bologna nel corso della manifestazione “Il 25 aprile al Pratello con Sante” a partire dalle ore 15:00 del prossimo 25 aprile 2021 in via del Pratello.

Il pregevole libretto a cura di Nino Cannatà è caratterizzato da un’elegante veste grafica che accoglie le poesie inedite “Il volo di Chiara” e “Natura” (contenute in un quaderno manoscritto degli anni ’80 insieme al titolo “Versi elementari” riportato sul frontespizio), oltre a poesie e frammenti in prosa, dalla sua nutrita produzione, cui si aggiungono una storica lettera di Primo Levi e due contributi speciali, realizzati per l’occasione daValerio Evangelisti Ascanio Celestini.
La raccolta accoglie, inoltre, alcune preziose immagini delle opere di Marco Perroni, in arte Rufoism, e una nota biografica aggiornata.

“La libertà, capite?”: molto più di una semplice domanda o di un’esortazione quella che Sante Notarnicola rivolge al lettore nella citazione in esergo (tratta dal titolo dell’edizione bilingue di “Liberty, understand?” tradotta da Jack Hirschman nel 2002 negli USA). La risposta, se così si può dire, la fornisce lo stesso autore e si trova nella raccolta. Qui si snodano i temi principali dei suoi scritti, che prendono le mosse dalla sua esperienza di vita ma sono anche, come scrive Erri De Luca nella prefazione a “L’evasione impossibile” (Odradek, 2005), specchio del tempo e “documento di storia”, in grado di illuminare “dall’interno” gli anni tormentati e difficili che dal secondo dopoguerra, quando è ancora un bambino, portano l’autore ad anticipare il ’68 nel cuore delle lotte operaie fino all’esito tragico della lotta armata e del carcere.

Sante trascorre per oltre un ventennio gran parte della detenzione nelle sezioni di massima sicurezza. Anni durissimi ma fecondi, dedicati allo studio, alla lettura e alla lotta per i diritti dei detenuti. E proprio in carcere matura anche la sua vocazione di poeta e scrittore: “…è da questa esperienza che bisogna partire per capire il senso della sua poesia, una poesia nutrita di storia, di umanità, di sentimenti, più che di parole.” Storia volutamente rimossa e quasi sempre narrata da un unico punto di vista che copre, grosso modo, la seconda metà del 20° secolo. “Un trauma non sufficientemente elaborato nell’inconscio nazionale. – scrive Daniele Orlandi nella prefazione a “L’anima e il muro” – Siamo di fronte a «un rimosso sociale tra i più coriacei della storia recente», un periodo che appare instoricizzabile a causa di emozioni fisse agli anni dello scontro”. Questo “rimosso” è descritto, evocato e narrato sia in forma poetica che in prosa da Notarnicola “con parole che ci servono per davvero. Quelle che andiamo a cercare con urgenza. Non intercambiabili con altre parole”, come sottolinea Ascanio Celestini nel suo contributo. Parole in cui la sofferenza apre squarci poetici di grande lirismo. Valerio Evangelisti ricorda, invece: “Forza, delicatezza, umanità, coerenza personale e politica. Le poesie di Sante Notarnicola sono uniche perché riflettono fedelmente la personalità dell’autore, fatta di sensibilità e coraggio”. 
Primo Levi nella sua lettera all’autore contenuta nel libretto scrive: “…le tue poesie (alcune, come sai, le conoscevo già) sono belle, quasi tutte; alcune bellissime, altre strazianti. Mi sembra che, nel loro insieme, costituiscano una specie di teorema, e ne siano anzi la dimostrazione: cioè, che è poeta solo chi ha sofferto o soffre, e che perciò la poesia costa cara. L’altra, quella non sofferta, di cui ho piene le tasche, è gratis.”
Poesia come sostanza di elementi naturali che non si possono scomporre e sono indivisibili, semplici, veri, essenziali. Poesia come necessaria azione di resistenza. Una testimonianza profonda di verità come solo i poeti sanno fare.

Dal 2000 Sante Notarnicola era un uomo libero e continuava a coltivare il suo sogno di poesia occupandosi, sempre con grande impegno, di progetti solidali e culturali rivolti ai più giovani. È scomparso il 22 marzo di quest’anno lasciando un importante esempio di coerenza e umanità.

Questi “Versi elementari” per le edizioni LYRIKS rappresentano l’essenza del poeta e della storia di un uomo che con la sua vita ha incarnato le speranze di giustizia sociale e fraternità che hanno animato e che continueranno ad animare intere generazioni.

altissimi
guardiamo i gabbiani che volano

MATTINATA 

È tempo di darsi un progetto
per il giorno perché regga 

la volta del cielo. 

Resta da vedere come sostenere tutto l’azzurro… 

di certo
non basteranno gli olmi
e i ciuffi di vischio, né le radici,
le primule
se sono sette i cieli. 

E sai, stamane, è di un verde 

struggente tutta quanta la brughiera. 


Palmi, 2 novembre 1980


NATURA 

La collina la scalammo quando l’ora più ingarbugliata passò oltre e ci segnalò
il centro preciso della notte. 

Incespicammo più volte
sul campo buio e sdrucciolevole e ogni volta ci fermammo
per recuperare
forze ed equilibrio. 

L’albero del carrubo
era ancora lontano
e la pianura conteneva
quel campo di grano
che muoveva con leggerezza le spighe mature. 

Più tardi
l’ombra scomparve 

e insieme osammo attraversare
la linea del sole. 

Bologna, 30 gennaio 2017 

www.santenotarnicola.it